Finalmente ho del tempo per me per poter scrivere qualcosa che non sia del mio compleanno o di zinne de fori; è un pensiero nato qualche giorno fa e anche se la sensazione è sparita nel letto la mattina dopo, l’idea è rimasta forte.
Spesso per andare a trovare l’Ilaria sono su a Padova e mi confronto con una realtà che non sento mia: bellissima città certamente, piena di cose da fare, piena di bei locali e di bella gente che sa come divertirsi anche fino a notte fonda, supportati tra l’altro da un’amministrazione comunale che non sopprime il centro.
Nasce spontaneo il confronto con la mia città: e ma questo non c’e', quest’altro non prenderebbe da noi, qui la gente è diversa, qui è più bello, e vacco che bello questo locale dovrebbero aprirlo anche da noi. Ma tutto questo da noi non c’e’ perchè viviamo in una città relativamente triste e soprattutto vecchia. Ancorata a un passato fatto di chiese e di banche, dove il divertimento viene fatto e gestito da pochi, soprattutto in periferia.
E ringrazio quelle persone che hanno rischiato perchè altrimenti non avremmo neppure quei pochi locali. E ringrazio anche il Comune che non incentiva il centro storico, lasciandolo morire e in balia di extracomunitari.
Ringrazio anche i vecchi che abitano in centro che non si sanno divertire e che alle 2230 se sentono un minimo di chiacchericcio in strada chiamano i carabinieri.
Tutto questo non è una critica a Piacenza, perchè non è su questo che volevo andare a parare, era solo un esprimere un parere gratuito.
Quando mi trovavo li a Padova pensavo, guardando le persone che vi abitano, quanto deve essere difficile vivere in una città che non è la tua e che non ti offre niente che una casa dove dormire e una università dove studiare. Rifare tutte le amicizie, dover creare relazioni interpersonali da capo dover vivere sapendo che tutto quello a cui tieni è da un’altra parte.
Stavo rientrando sabato sera in macchina verso Piacenza e giunto al casello di Piacenza Ovest, dopo aver visto la rotonda di via XXIV maggio mi sono reso conto quanto è bello tornare a casa.
Per quanto tu possa odiare e rifiutare la tua città è sempre bello tornare tra mura amiche che conosci da una vita.
Niente, ho finito, non è proprio quello che volevo scrivere perchè avevo in testa un altro discorso ma non lo riesco a scrivere come vorrei veramente.
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