Tutto quello che inizia, sia bello o brutto, è destinato a finire. Se poi uno ci si affeziona a questa cosa, più passa il tempo e più è duro dovere dire addio.
All’inizio si da per scontato che sia li con te, la vedi, sai che bene o male c’e’ sempre qualunque cosa succeda; però ti metti in testa subito che prima o poi finirà e ci stai già male.
Ma allora il trucco sarebbe non affezionarsi alle cose? Sarebbe meglio vivere senza emozioni, senza provare affetto per non sentire dolore? La saggezza popolare insegna e ha sempre ragione “non sai quanto ti manca una cosa fino a quando non l’hai persa”.
E’ un concetto semplice ma è anche nella natura umana il fregarsene dando per scontato tutto quello che hai, possa essere un paio di jeans o un telefono: ma se è una cosa e sai che la puoi perdere nel momento in cui la compri cosa puoi fare? ne compri un’altra copia identica se vuoi, se hai soldi.
Oppure parti dalla convinzione che finchè dura l’avrai con te e poi? boh, si vedrà, tanto non mi tocca al momento.
Ma se invece non è un paio di jeans cosa fai? Se invece è una persona cara o un qualsiasi altro essere vivente dotato di intelligenza propria, con i suoi sentimenti, con la sua indipendenza nel vivere, allora che fai?
Soffri, combatti per trattenerla con te anche un minuto in più rispetto al suo termine ultimo e inizi a recriminare su tutti i momenti che hai passato e che potevi sfruttare di più; ma si c’e’ tempo, lo farò dopo.
Il menefreghismo umano è tremendo, ma lo è ancora di più l’ipocrisia che viene a crearsi dopo, in ognuno di noi, nessuno escluso a meno che tu non abbia deciso di legarti a niente; però in quel caso non sei un essere umano, sei un vegetale che non vive ma sta fermo li e se ne frega perchè la paura di provare dolore è anche più grande del dolore stesso.
Non temete, non è morto nessun parente o amico, anche se per me è un membro della mia famiglia. Magari non è decoroso o è motivo di ilarità piangere per un animale che comunque ti ha visto crescere e hai visto crescere per 12 anni.
Però anche lui vive e lo stadio finale tra malattia e morte non è diverso da animale a uomo, cambia solo il fatto che puoi decidere legalmente di porre fine alle sue sofferenze.
E cosi abbiamo deciso di fare, per evitargli inutili pene che portano a una fine già scritta e immutabile. Io non parteciperò alla sua fine, non me la sento di assistere al suo ultimo respiro che per lui sembrerà un semplice sonno. Forse perchè sono un codardo o per il semplice fatto che è troppo doloroso per me.
Addio amico mio, ti voglio bene.

1996 - 2008
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