Archive for Agosto, 2006

L’attesa.

L’uomo stava in piedi sulla pensilina della stazione, fermo, ma visibilmente impaziente e agitato.
Una forte pioggia imperversava sulla cittadina di Rockburg ma lui non sembrava darle peso; nonostante fosse completamente fradicio di quel freddo temporale di fine autunno, lui era sempre li, immobile.

La mano destra in tasca, a cercare un pò di calore per l’estremità ormai intirizzita dal rigido clima; nell’altra stringeva un piccolo mazzo di fiori di campo, piegati dal peso della pioggia.
I suoi occhi cristallini riflettevano nella notte la luce dell’unico lampione presente, il suo naso e le sue gote erano livide per il gelo ormai da tempo.

Ma quello che colpiva era la sua bocca: stava sorridendo.
Era un sorriso impercettibile, nascosto, quasi a voler nascondere agli altri la ragione di tale felicità, qualcosa di profondamente intimo che non era concesso di sapere al mondo, un segreto gelosamente custodito.
Stava sicuramente aspettando qualcuno, ma chi? Nessuno lo sapeva, neanche i suoi amici più intimi, che aveva abbandonato qualche ora prima per venire in questo posto, senza dire una valida spiegazione.

E cosi adesso era li, pronto ad accogliere quel treno.

Il capostazione lo vide e gli si avvicinò offrendogli un ombrello, lui gentilmente rifiutò il il gesto ringraziandolo per l’attenzione dimostratagli.
Ma non ne aveva bisogno, la pioggia e il freddo non erano un problema, non sentiva niente, il suo sorriso era un cappotto e un ombrello sufficiente a proteggerlo e un raffreddore era in quel momento l’ultima delle sue preoccupazioni.

All’altro uomo sembrò quasi che piangesse di gioia, ma non poteva giurarlo, avrebbe potuto anche essere la pioggia che scendeva sul viso e il buoi lo copriva in parte.

Ormai erano ore che aspettava, ma poche ore in confronto a quando aveva atteso quel momento non erano niente. In lontananza, dalla sua sinistra, giunse un fischio prolungato, poi una luce che cresceva di intensità e si faceva sempre più grande.

Il vecchio treno a vapore con le sue quattro carrozze debolmente illuminate stava per portare a termine il suo ennesimo viaggio; in 20 anni di servizio, mai un ritardo o un capriccio, come un cane fedele aveva svolto il suo compito al meglio.

L’uomo fece due passi indietro per evitare lo sbuffo del vapore, questo era il suo primo movimento dopo ore di completa immobilità e le ginocchia si fecero sentire, ma non aveva voglia di ascoltarle e i suoi occhi frenetici si muovevano rapidamente alla ricerca di qualcosa nelle carrozze.

Poi si fermò di scatto, circa a metà della terza carrozza.
Il suo sorriso si aprì come un fiore che sboccia in primavera, gli occhi ora brillavano, tremolanti nella fioca luce artificiale. Le porte della carrozza si aprirono e un getto di vapore le celò alla vista dell’uomo per un istante.
Ma la sagoma che si intravedeva nel fumo non lasciava dubbi. Era lei. Era arrivata. E tutto ora sarebbe cambiato.

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Il peso delle parole…

Avete presente le mazzate che ti arrivano tra capo e collo?ecco questa è stata una di quelle..

..devi essere felice tu, indipendentemente dal fatto di avere una persona vicino o meno..

Ecco, io non pensavo di essere cosi bravo a mentire a me stesso, sono riuscito a tenerlo nascosto fingendo in non so che modo..bravo applausi per me..
Solo che le spalle al muro fanno un brutto effetto, ti costringono a dire la verità.
Quindi per quello che hai detto grazie, ora forse vedo le cose un pò meglio..

Vediamo come va..

Ps. il post serio è quello sotto, ma oltre che in modalità “indignato e offeso e lamentoso” sono anche in sad mode on..

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La chiamata

Le sue grandi mani stringevano a se il corpo madido di sudore di lei. L’atto più bello che il Signore ci aveva concesso stava per essere ripetuto dalla coppia.
Dita corrono veloci sul suo corpo, atte ad ispezionarne ogni centimetro della sua intimità, fugaci baci elargiti come preziosi doni che solo pochi eletti potevano meritare.

L’eccitazione era al massimo, erano diventati un tutt’uno quando il telefono squillò, potente come uno sparo nel silenzio più totale della stanza da letto in stile vittoriano.
L’uomo ebbe un sussulto, la donna non lo percepì affatto.
Uno, due, tre squilli, sapeva che doveva per forza rispondere alla chiamata, alzò tristemente il ricevitore e dall’altro capo dell’apparecchio una fredda voce maschile esord’: “Agente McQueen, spero di non averla disturbata. E’ richiesta la sua presenza, immediatamente, codice Alpha Uno”.

McQueen non parlò neanche, d’altronde sapeva fin troppo bene che nel suo lavoro le domande erano solo fonte di distrazione.Agisci e basta, questo era il concetto chiave.
SI alzò dal letto e iniziò a vestirsi in bagno adiacente la stanza da letto, dove si diede una veloce rinfrescata al viso.
Non contava l’aspetto, contava essere pronto.

Quella non era la sua prima chiamata nel cuore della notte: ormai quindici anni di servizio nell’ NSA come agente speciale scelto, sezione anti terrorismo l’avevano temprato a dovere.
Quante missioni in nome dello zio Sam aveva svolto, tutte discutibili certo, ma aveva sempre eseguito gli ordini impartiti, senza discutere.

Anche stanotte non cambiava niente dal solito copione: squilla il telefono, rispondi, di ok e poi ti precipiti all’agenzia; non era difficile in fondo.
O forse stanotte sarà diversa dalle altre volte, magari stavolta potrebbe lasciarci la pelle.

Non che cercasse la morte, ovvio, chi sano di mente lo farebbe?, ma il pensiero di non potere stare con lei lo aveva turbato a fondo: d’altronde ogni lasciata è persa, se inoltre si tratta di una scopata da ancora più fastidio.

Ovviamente , fino a quel momento l’agente McQueen non avrebbe mai minimamente pensato che la sua donna, da qui a poche ore, sarebbe morta, e che il compito di ucciderla sarebbe toccato proprio a lui..

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Lamentela seria.

Devo esprimere tutto il mio rammarico e tutta la mia indignazione verso certi centri di informazione pubblica, non starò a fare nè nomi nè riferimenti specifici a quello di cui parlo, perchè voi tutti ne siete al corrente.
Verrano bloccati commenti che faranno riferimenti.

Non è mio costume speculare sulla morte, anche perchè non è questo che amo, nè il mio lavoro.
Ma c’e’ gente al mondo che lavora e guadagna proprio sulle disgrazie altrui, ma di questo non mi interessa, è un lavoro come un’altro; anche un becchino lavora sulla morte degli altri, ma nel mondo serve, quindi…

Non so come funzioni il mondo dei free-lance, se ci sia un sindacato o cosa, se queste persone siano tutelate, ma non credo perchè sono alla fine dei conti, volgarmente detti, e mi scuso con tutti loro, dei mercenari al soldo di chi paga di più.
Questa non è assolutamente una loro colpa, mi ha molto contrariato invece, il fatto che una testata di informazione possa avere questa negligenza nell’ambito professionale verso dei saltuari collaboratori, che non sono li per arricchirsi ma per fornire agli altri una testimonianza diretta e casomai più specifica di un qualsivoglia evento, tragico o meno.

Cioè il succo è: potevo anche farmi i cazzi miei e tenermi il materiale per me, a me non faceva nè caldo nè freddo e in ogni caso di materiale ne avevate dell’altro.
Però avete scelto il mio, quindi o eravate con l’acqua alla gola oppure effettivamente era materiale utile e di impatto.

Almeno la decenza di chiamarmi per dirmi: “guarda non ti diamo niente però grazie delle foto”, adesso non è solo una questione di soldi, è che vi siete appropriati senza riconoscimento o senza compenso del mio materiale, e adesso che la notizia non frega più a nessuno, chi si è visto si è visto.
Si pensa alla prossima tragedia.

Devo specificare che non è stato fatto nessun contratto di passaggio di proprietà del mio materiale, non ho fatto firme legali, nè ho fatto promesse vocali, mi è solo stato detto che sarei stato contattato più avanti.
Ogni persona che sa che ho fatto io quel materiale mi chiede se ho ricevuto una retribuzione, perfino gli amici dei colleghi di mia mamma si sono chiesti quanto avessi preso.
Ve lo dico: non ho preso niente, però il fatto che tutti mi chiedano quanto mi avessero dato è già di fatto una regola non scritta nel mondo del giornalismo, o cmq c’e’ la comune credenza che se un giornale prende del materiale da collaboratori debba essere retribuito.

Mi è nata anche l’ipotesi che per caso la testata paga a fine mese quando fa le buste paga ai dipendenti.
Ormai siamo quasi alla fine, quindi aspetto ancora un pò per sentirli.

Se per caso dovessi ricevere una loro chiamata tutto questo che ho scritto verrà cancellato perchè sarebbero solo parole nate da inesperienza nel settore e quindi altamente compromesse.
Altrimenti sta qui, per sempre.

Dite che faccio male a contattarli?ditemi la vostra,

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Review film #5

La Disney Pixar sforna un altro grande successo: “Cars”. Cars è la simpatica storia di un’auto da corsa, Saetta McQueen, che deve affrontare un duro spareggio per vincere la tanto desiderata Piston Cup, e la gara si svolge in California.

Il problema nasce quando il povero saetta per un incidente lungo la strada si ritrova nel nulla della ruote 66, e precisamente a Radiator Spring, dove combina un bel pò di guai ed è condannato ad asfaltare la strada che lui ha distrutto..

Nel mentre svolge lavoro utile alla società trainando una asfaltatrice inizia a conoscere e ad amare e a farsi amare dalle macchine che vivono la desolata cittadina, sopratutto la avvenente Porsche Carrera che gestisce il motel..
Sarà Amore?
Altre cose succederanno e imparerà tanti trucchi da usare in pista grazie a Cricchetto e al Doc, che si rivelerà un personaggio molto importante..

Ovviamente vi consiglio di andarlo a vedere, vale tutti i soldi del biglietto.
Da morir dal ridere Guido, con la voce di Oriano Ferrari, aka Marco della Noce.

Voto: 9.5

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L’ultima collina

Il paesaggio che si mostrava all’uomo dalla collina Xhiang Shi era sempre stato il preferito del vecchio generale Shang.

A prima vista poteva essere un paesaggio come un’altro, ma non per lui: l’immensa distesa di prati in fiore, alternati a boschetti di salice e ogni tanto, giusto per fare sentire a madre natura che in quella meraviglia, dimorava anche l’insignificante uomo, sporadiche fattorie e cascine comparivano come dal nulla.
E più in la, dove l’occhio perdeva la sua potenza nei dettagli, c’era il mare..

L’immenso mare, da sempre temuto e rispettato, ogni giorno saluta per primo il sole e questo ricambia il cortese gesto illuminando e scaldando tutta la sua superficie, creando cosi un maestoso gioco di luci.

Shang era cresciuto in questa vallata e anche se fu costretto ad arruolarsi molto giovane il suo luogo natio rimase chiuso nel suo cuoree diventò la sua forza in battaglia; doveva sopravvivere per vedere ancora una volta questo posto, e ancora una, e ancora, e ancora…

Ma ormai era vecchio, il suo desiderio era stato esaudito molte molte volte e a poche ore da una nuova battaglia era di nuovo qui a scrutare l’orizzonte.
Dai suoi occhi sgorgò una lacrima per quanto gli era stato donato fino adesso.
Si asciugò con la mano destra coperta da un guanto di seta bianca, come si addice a un generale, e con voce pacata disse al suo sottoposto : “Oggi è un bel giorno per morire”.

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Bomba Atomica su Travo.

Ieri in data 27 agosto 2006, una bomba atomica all’Ovomaltina è stata fatta esplodere sopra la ridente cittadina di Travo causando la morte di 999 uova e un gallo..

Non si riscontrano altri danni se non tanta paura per le galline, che piangono la morte dei loro futuri figli e del loro
padre biologico..

Da notare il classico impatto da Atomica all’Ovomaltina che ha trasformato il fiume in un immenso caffè d’orzo..

Si rivendica l’attentato da parte del partito “Via le uova, meglio n’uova”

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So che è una notizia vecchia e morta..ma chissene potrei anche dire..

Mi serviva un pò di spazio virtuale per passare un file di dimensioni superiori a un floppy e inferiori a un cd e “allora che faccio?” mi sono detto.
Poi mi sono ricordato di una cosa che mi aveva detto il Cisti, cioè che Gmail è un ottimo hd portatile anche se non ce l’hai con te e tiene fino a 2.69 gb, e che era stato fatto un’applicativo per poter trasferire i file facendo risultare a winzoz che Gmail era come un hd removibile..

Cerco un pò in rete e che ti trovo? Questo!

Lo installo e funziona, ma tu guarda…e allora in questo modo tutti vissero felici e contenti e voi potete gustarvi il mio Pissico Reloaded e voglio tanti bei commenti e applausi per questo magnifico video..

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Pissico Reloaded is online..

Ebbene, scusate l’attesa ma Pissico Reloaded è finalmente on line e disponibile Qui.

Demenza e stupore negli occhi di chi lo guarderà, per un film destinato a vincere 234 golden globe e 12 Oscar, meglio di TItanic..

Di Caprio Ciupa!

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Suono Pesante

Toc, toc, tump, toc.

Chi mi sveglia? Che sta succedendo? ho perso la cognizione del tempo..
Da quanto sono qui dentro? non lo so più ormai, secondi? Ore? Giorni? Anni?
Che buffo, e dire che sono sempre stato un calcolatore e un pignolo, non mi sfugge mai niente, ma adesso non so più neanche quanto semplice tempo è passato..

Toc, tump, toc..sempre più vicino, nella mia direzione, rumori assordanti mi colpiscono e mi danno fastidio..

Provo a muovermi, ma niente, il mio corpo non risponde alla mia mente, i muscoli non esistono più..
Provo a sussurrare “sono qui” , “aiuto“, ma non esce fiato dalla mia bocca che non è più abituata a parlare da tempo, provo a urlare con tutte le mie forze, stesso risultato..

Posso solo aspettare che quei toc e tump diventino sempre più vicini a me, e sperando che qualcuno mi veda e mi liberi da questa prigione di cemento e solitudine.

Toc, tump, toc, ecco, stanno aumentando e con essi aumenta anche la mia speranza.

Come sono finito qui dentro? Non me lo ricordo..
E’ interessante pensare come tutto sembri logico quando hai la mente e il raziocinio che ti sostengono, se invece questi vengono a mancare tutto diventa oscuro e velato tanto da non sapere neanche come si è finiti in un posto come questo..

Toc, To…

No non fermarti ti prego sei quasi qui vicino a me, ancora pochi colpi e mi potrai vedere..
Ti annuncio subito che mi dispiace, non volevo farti prendere paura, del resto, chi si immaginerebbe di trovarmi qui?
Non avere paura, non voglio farti niente di male, voglio solo dell’aiuto, ti prego non fermarti..

TOC, TOC..

Ecco, ci manca poco.
Ci siamo quasi.

Vedo finalmente la luce, anche se onestamente non ho più gli occhi, non ho più niente di mio addosso, la morte è tremenda, ti porta via tutto, e la decomposizione ti porta via anche l’ultima dignità rimasta..
Scusami se ti ho fatto prendere paura, ma almeno adesso mi sarà data quella dignità che mi è stata negata da molto tempo, giustizia e dignità, non chiedo più altro da questo mondo che mi ha tolto cosi tanto..

Adesso è tutto finito, vedrò finalmente la luce dell’eternità, adesso si che sono felice con me stesso.
Grazie che mi hai riportato alla luce, amico mio.

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Ecco, adesso posso reincominciare a fare quello che facevo qua prima di questa noiosa pausa estiva: un cazzo come al solito.

Ma stavolta lo faccio con classe..

Nella sezione pagine è stata aggiunta “Marina di Bibbona”, il mio reso e conto delle vacanze passate..
Non fa ridere non fa piangere…fa e basta.

Poi verrà aggiunta la nuovissima sezione mai vista in rete “le pagelle di Snapurzio”

E altre cose via discorrendo..per adesso ciucciatevi queste e non rompete le balle grazie..

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Su le serrande.

Su le serrande, si torna a vivere, l’estate è finita o non è mai iniziata per molti, e per me sopratutto..

Voglio tornare al freddo pungente, voglio tornare alla vita di città, voglio gente che va e gente che viene, anche a me piacerebbe molto venire..
Ma adesso cosi come ora non si può…peccato

In ogni caso si riaprono i battenti del blog e dello studio e della mia vita e del mondo, se qualcuno va in vacanza, qualcun’altro torna lavorare, e l’economia ringrazia

E io dico prego.

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