Archive for the ‘ Documenti perduti ’ Category

C’era una volta..

  • lo sport non era gestito dai soldi, ma dal puro divertimento
  • tutte le partite si giocavano di domenica, e tutti alla radio a sperare nella schedina
  • la televisione era la nostra migliore amica con programmi semplici e adatti a tutti
  • le partite ai videogiochi costavano 100 lire
  • dove potevi andare in giro senza trovarti stranieri da tutte le parti e gli unici stranieri erano i simpatici “Vucumpr”
  • Maradona ti incantava anche se non eri del Napoli
  • quando un gioco di tutto rispetto ad alta giocabilit stava in un 100 kb e tu eri felice
  • quando la piscina era un miraggio e i canali erano le piccole piscine di tutti
  • quando la pioggia non era qualcosa di acido ma di bevibile
  • quando internet non esisteva
  • quando le chat non esistevano e i contatti umani erano il top del top
  • quando c’era la gara a chi aveva i capelli pi lunghi
  • se non avevi il moncler eri un babbo di minchia
  • la Vespa per i borghesi e il Ciao per il popolo
  • andavi al tabacchino a prendere una cicca che durava per tutta la giornata
  • quando le macchine non erano cosi pericolose e potevi giocare a calcio in strada
  • quando nascondino era il massimo
  • quando la neve scendeva e ricopriva tutto
  • il Boss era il massimo e simbolo di un’America magica
  • uscire dal paese era un’impresa, figurarsi uscire dal continente
  • EDIT la gente era meno diffidente
  • la droga non era cosi di uso comune
  • Cernobyl sconvolse l’Europa
  • l’Italia dell’82
  • l’apertura al dialogo con la caduta del Muro
  • quando i film comici erano comici, non volgari e stupidi
  • EDIT la gente sapeva l’italiano
  • c’erano una volta tutte e queste cose, alcune, purtroppo non torneranno pi.

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Au revoir, mon amour

I due amanti non avevano più tempo, la locomotiva stava arrivando per portarla via da lui.
Per quanto tempo sarebbe stato? ore? giorni? settimane?

Nessuno poteva dirlo, lei stava per compiere un incarico importante per il suo futuro, che avrebbe potuto anche determinare dei cambiamenti sostanziali nel loro rapporto. Ma a lui non importava nulla in quel momento, il presente è anche troppo veloce, del futuro non parliamone.

La cosa fondamentale era rallentare il tempo per stare abbracciato a lei il più a lungo possibile, sentire il suo calore sul mio petto e le sue labbra morbide sulle mie.
Ma è troppo tardi per qualsiasi cosa, il treno è giunto e non starà fermo all’inifinito per noi.

Lei sale malvolentieri i gradini di ferro, entra nella carrozza e lo guarda mentre il bestione di acciaio parte lentamente.
Percorre un paio di posti in senso opposto per catturare fino all’ultimo l’immagine malinconica del suo volto.
Un “ti amo” si schianta contro il finestrino chiuso, ma riesce lo stesso ad entrare nel cuore della ragazza.
Alla fine il treno accelera e i loro occhi si perdono a guardare nel vuoto solitario dell’addio.

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Una coppia. Una sagra di paese. Una via in festa. L’estate è anche questo, niente di più, niente di meno. Vestiti leggeri, sandali, corpi abbronzati che emanano l’odore del sole; un ragazzo tiene per mano la sua compagna e niente turberà i loro pensieri e i loro sogni.

Chi li osserva percepisce che quella coppia è felice e di riflesso fa stare bene anche gli altri, con il cuore che sorride e pulsa di vitalità. Le bancarelle, attrazione preferita da lei e passione segreta di lui: nulla al mondo può incuriosire di più di tanti oggetti sistemati ordinatamente su un banchetto, colorati, variopinti, di qualsiasi genere e forma.

Si chiede gentilmente alla commessa quanto costa un braccialetto, lei guarda estasiata, lui mugugna per il prezzo ma sicuramente sta già pensando di regalarglielo perché non c’è niente di più bello che farla felice e vedere il suo sorriso, che le illumina gli occhi e le incornicia il viso.

Una musica tribale proviene dal centro del parco, una piccola band sta creando arte in note e ci sta deliziando di questa magnificenza, fornendo alla serata un’atmosfera rilassata e accomodante. Un gruppo di persone sta seduta ad ascoltare con il piede a penzoloni che si muove a ritmo.

Ma la coppia non si ferma, continua nel suo peregrinare lungo la via in festa, ora davanti a un negozio, ora di fronte a un negozio di scarpe, ora dentro un negozio di videogiochi, giusta ricompensa per lui. Al ritorno l’occhio cade sul magico richiamo dell’offerta a un euro: una bancarella di cd.

Tra i Pantera, Theatre of a Tragedy, la sguardo di lei punta un cd in particolare, quello “Pearl days” di Elisa. Anche stasera l’affarone è stato fatto.

Lei è tutta soddisfatta e si lascia trasportare dal caldo della serata e dalla gioia di stare con il proprio uomo, a cui ha dichiarato tutto il suo amore incondizionato e che lui ricambia nel modo più sincero.
Si è fatto tardi e la gente inizia a sfollare, i negozi iniziano ad abbassare la serranda e le luci che animavano una via tanto gioiosa vanno scemando fino a raggiungere un clima di melanconico rimpianto per una cosa bella e durata purtroppo poco, quasi un battito di ciglia.

La coppia lascia dunque la festa per andare a concludere la serata in affollata intimità al loro bar preferito, dove sono ormai degli abituè. Una coca e una spremuta in un tavolino appartato, lontano da sguardi e orecchie indiscrete, coronate da un discorso tra il serio e il faceto, tra il romantico e il melenso sulla vita, sull’amore, su loro, sul futuro, il presente e il passato.

Quando lui è con lei il tempo vola e ogni addio è un tormento, che viene allietato solo dalla gioia di sapere che si rivedranno ancora e ancora e ancora..

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Siamo Soli

Ah! Quanto è flebile e delicato il confine che divide l’amicizia da un sentimento più intimo, quanto è sconosciuto il confine agli occhi del cuore che alla cieca viaggia, solo e abbandonato a se stesso, in un mare tempestoso a ridosso di una impervia scogliera che non offre punto di approdo sicuro.
L’uomo è solo.
Lo è sempre stato e solo in talune situazioni ci si rende veramente conto quanto la propria anima possa vagare sola per l’eternità, alla ricerca di un qualcosa di indefinito. il fato può interrompere la ricerca infinita, se solo lo volesse.
Ma il destino chiede in cambio un corrispettivo per questa gentilezza immensa: niente patti, niente promesse, ci chiede solo di appagare il proprio diletto offrendoti il dubbio.

“Se..”

Quante frasi pronunciate dall’uomo sono iniziate cosi? Il termine infinito è riduttivo..
Milioni di ipotesi e altrettante soluzioni: ogni gesto, ogni parola detta o meno può provocare cambiamenti di un continuum che tanto predefinito non è..
L’uomo potrebbe ingannare il fato se potesse percorrere tutte le strade della possibilità, tutti gli universi paralleli nati da un “si” o un “no” a una domanda, ma non può.
Perchè gli esseri umani sono imperfetti e il tempo li consuma, li corrode e infine li piega al suo volere.

Ah! Tempo crudele! Passi troppo in fretta, inesorabile, senza guardare in faccia nessuno, insensibile alle nostre richieste.
Se avessi il potere di fermarti, lo farei senza indugio.
Ti darei battaglia mille e mille volte ancora.
Potessi ingannarti anche solo per un istante, per bloccare anche uno solo dei tuoi granelli di sabbia e rubarlo per farlo in dono a colei che mi fa battere il cuore, per avere in pugno l’eternità di un attimo e poter creare il momento perfetto.

Ma io non sono altro che un fantasioso Don Chiscotte e tu sei un mulino a vento, troppo grande per me, semplice puntino in una piccola terra che annega in un mare di miliardi di stelle.
Accolgo con rassegnazione la tua superiorità e faccio tesoro di ogni singolo momento con lei, la sola ragione che mi spinge a vivere in una battaglia già persa..

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CAP.1 - Introduzione 

Iniziamo con la nascita della donna. Questo essere composto per lo più da H2O, C, magma primordiale e vapore acqueo ha più o meno la struttura di un altro essere, denotato con l’appellativo di “uomo”.
La differenza tra donna e uomo è la presenza di una cavità tubolare al basso ventre e due sacche a dimensioni variabili che possono contenere sostentamento oppure plastica.

La donna viene dal pianeta Venere e l’uomo viene dal pianeta Marte. All’alba dei tempi queste due specie si conobbero e si piacquero quasi istantaneamente, pur mantenendo le ostilità a livello inconscio che possono esistere tra due differenti forme di vita separate da milioni di chilometri. L’uomo era obbligato ad andare a prendere la donna in macchina causando all’uomo stress, dovuto alla lunga attesa che doveva sopportare sotto casa di lei e una notevole incidenza economica dovuta al costo della benzina che era alle stelle (ahah battuta, stelle. pianeti..divertente).
Dall’altra la donna doveva sopportare la guida spericolata e creativa tra asteroidi e banchi di pulviscolo spaziale.
Di comune accordo si trovò un posto dove le due specie si potevano trovare senza causare nervosismi inutili e controversie legali dovute alle multe degli autovelox: la TERRA.
Avete presente? quel carino pianeta blu a metà strada.

In questo modo uomo e donna, che d’ora in avanti chiameremo “coppia”, decisero di convivere, badate bene, per adesso ho detto convivere, il matrimonio era ancora vietato dalle due religioni per incompatibilità di credo: la donna credeva nella famiglia e nelle telenovelas, aveva forti valori morali e sosteneva il sesso dopo il matrimonio; l’uomo credeva nella botta e via, credeva nello sport e nei film violenti, non aveva codice morale e amava grattarsi in pubblico parti intime.

Non avrebbero mai potuto creare qualcosa di buono.

Seguirà Cap.2 - la coppia e la terra.

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