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Il diritto di morire

Esiste per Costituzione Italiana il diritto alla vita, il diritto allo studio, il diritto al lavoro, il diritto di avere una famiglia, il diritto di avere dei figli, il diritto di fare qualsiasi cosa nel rispetto della legge.
E deve esistere anche il diritto di morire.

Eluana e suo padre hanno vinto: la Cassazione ha decretato definitivamente l’interruzione all’alimentazione assistita.
I Buoni hanno vinto.

E i bastian contrari si fanno subito sentire: “omicidio di Stato”, “si tratta di una vera e propria condanna a morte in età repubblicana”, “giudici non tutelano la vita”, “gravità assoluta e arroganza dei giudici”.

Se c’e’ una cosa che non tollero è questo buonismo e questo velo di ipocrisia che ricopre la Chiesa: questa istituzione religiosa, e sottolineo religiosa, non può e non si deve permettere di discutere e di mettere bocca nelle decisioni di giudici, cattolici quanto vuoi, gestiti da uno stato laico.

Come si può definire vita stare in un letto con dei tubi infilati in ogni dove, non poter sentire, vedere, esprimersi, non poter gioire del mondo, dei suoi colori, odori, sapori? Che vita è non poter controllare le proprie funzioni corporee? Che vita è non poter stringere la persona amata e gioire di quel rapporto intimo che ci rende cosi vivi?

La Chiesa tutela la vita certo, ma che andassero a tutelare la vita di tutti quei bambini che muoiono di fame e che subiscono ogni giorno l’interruzione dell’alimentazione non per loro scelta o di tutti quelli malati che vorrebbero stare meglio ma che non ne hanno le possibilità economiche.

Anche il Centrodestra si oppone a questa decisione. Ma allora se la decisione che arriva dalla Cassazione non viene rispettata neanche dal Governo, allora questa non è democrazia e tutti gli ideali del ‘46 vanno a puttane.

E’ dal 1999 che va avanti la battaglia legale del padre di Eluana e finalmente arriva una decisione giusta da una persona o da un gruppo di persone che personalmente plaudo e stimo, perchè a emettere questa sentenza ci vuole coraggio visto che hai tutti contro.

Ma se secondo un sondaggio l’80% della popolazione sarebbe favorevole a questa soluzione perchè la minoranza fa tanto casino? Democrazia? bene, il popolo e i giudici hanno deciso, tutti zitti e a casa.

Alla fine c’e’ anche da aggiungere che se esistesse una legge in materia tutto questo patatrac non succederebbe mai più, perchè la magistratura non deve sobbarcarsi di una cosi pesante decisione, ma dovrebbe essere il Governo a redarre una legge per chiudere definitivamente il discorso.

In ogni caso sono contento che sia finita cosi. Come lo sono stato quando hanno rispettato la volontà di Welby.

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In quest’ultimo periodo che parte da agosto e giunge fino a noi, si discute senza sosta della riforma scolastica voluta dal Ministro Gelmini.
Inizierei il discorso facendo una precisazione.

Il popolo degli studenti e degli insegnanti si stanno ribellano a due decreti legislativi che ormai hanno preso forma di legge: sto parlando della Legge 133/2008 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” e della Legge 137/2008 (o Riforma Gelmini) “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”.

Ai telegiornali si parla di maestro unico, di risoluzione del bullismo, di tagli all’università e alla ricerca, privatizzazione degli atenei come se fosse un tutto unico. Ma non è cosi, solo per semplicità di comprensione viene unito in un unico minestrone informativo che di chiaro ha ben poco.

Leggendo i due Testi si può riassumere in semplici concetti:

  • Nella 133 sono presenti
    • Facoltà di privatizzazione universitaria (133 art. 16)
    • Tagli all’università (133 art. 64 comma 6)
    • Riduzione personale scolastico (133 art. 64 comma 2)
    • Costo libri scolastici (133 art. 15)
    • Tagli orari piani di studio (133 art. 64 comma 3)
  • Nella 137 invece sono presenti
    • Valutazione del comportamento degli studenti (137 art. 2)
    • Valutazione del rendimento degli studenti(137 art. 3)
    • Insegnante unico nella scuola primaria (137 art. 4)

Vengono riportati qui sotto tutti gli articoli incriminati in maniera estesa, sono un pò lunghi ma sono certo che vi chiariranno le idee come hanno fatto a me. Ci vediamo in fondo per le mie considerazioni personali.


 133/2008

Capo V
Istruzione e ricerca

Art. 15.
Costo dei libri scolastici

1. A partire dall’anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.

2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.

3. I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle Indicazioni nazionali dei piani di studio e possono essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono determinati:
a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso;
b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni on line e mista;
c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore.

4. Le Università e le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.

Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

Capo II
Contenimento della spesa per il pubblico impiego

Art. 64.
Disposizioni in materia di organizzazione scolastica

1. Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l’anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili.

2. Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l’anno scolastico 2007/2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando quanto disposto dall’articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

3. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e previo parere delle Commissioni Parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.

4. Per l’attuazione del piano di cui al comma 3, con uno o più regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi previsti, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell’attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:
a) razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell’impiego dei docenti;
b) ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;
c) revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi;
d) rimodulazione dell’attuale organizzazione didattica della scuola primaria ivi compresa la formazione professionale per il personale docente interessato ai processi di innovazione ordinamentale senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica;
e) revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;
f) ridefinizione dell’assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa;
f-bis) definizione di criteri, tempi e modalità per la determinazione e l’articolazione dell’azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l’attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell’offerta formativa;
f-ter) nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti.

4-bis) Ai fini di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione dell’attuale assetto ordinamentale di cui al comma 4, nell’ambito del secondo ciclo di istruzione e formazione di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con l’obiettivo di ottimizzare le risorse disponibili, all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole da: «Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e specifici» sino a: «Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «L’obbligo di istruzione si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui al comma 624 del presente articolo».

4-ter) Le procedure per l’accesso alle Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario attivate presso le università sono sospese per l’anno accademico 2008-2009 e fino al completamento degli adempimenti di cui alle lettere a) ed e) del comma 4.

5. I dirigenti del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, compresi i dirigenti scolastici, coinvolti nel processo di razionalizzazione di cui al presente articolo, ne assicurano la compiuta e puntuale realizzazione. Il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, verificato e valutato sulla base delle vigenti disposizioni anche contrattuali, comporta l’applicazione delle misure connesse alla responsabilità dirigenziale previste dalla predetta normativa.

6. Fermo restando il disposto di cui all’articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dall’attuazione dei commi 1, 2, 3, e 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.

7. Ferme restando le competenze istituzionali di controllo e verifica in capo al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e al Ministero dell’economia e delle finanze, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e’ costituito, contestualmente all’avvio dell’azione programmatica e senza maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, un comitato di verifica tecnico-finanziaria composto da rappresentanti del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e del Ministero dell’economia e delle finanze, con lo scopo di monitorare il processo attuativo delle disposizioni di cui al presente articolo, al fine di assicurare la compiuta realizzazione degli obiettivi finanziari ivi previsti, segnalando eventuali scostamenti per le occorrenti misure correttive. Ai componenti del Comitato non spetta alcun compenso ne’ rimborso spese a qualsiasi titolo dovuto.

8. Al fine di garantire l’effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio di cui al comma 6, si applica la procedura prevista dall’articolo 1, comma 621, lettera b) , della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

9. Una quota parte delle economie di spesa di cui al comma 6 e’ destinata, nella misura del 30 per cento, ad incrementare le risorse contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola a decorrere dall’anno 2010, con riferimento ai risparmi conseguiti per ciascun anno scolastico. Gli importi corrispondenti alle indicate economie di spesa vengono iscritti in bilancio in un apposito Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, a decorrere dall’anno successivo a quello dell’effettiva realizzazione dell’economia di spesa, e saranno resi disponibili in gestione con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca subordinatamente alla verifica dell’effettivo ed integrale conseguimento delle stesse rispetto ai risparmi previsti.


 137/2008

Art. 2.
Valutazione del comportamento degli studenti

1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.

2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento e’ espressa in decimi.

3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto insufficiente, nonche’ eventuali modalità applicative del presente articolo.

Art. 3.
Valutazione del rendimento scolastico degli studenti

1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e’ espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.

2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e’ espressa in decimi.

3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.

4. L’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e’ abrogato e all’articolo 177 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) i commi 2, 5, 6 e 7, sono abrogati;
b) al comma 3, dopo le parole: «Per la valutazione» sono inserite le seguenti: «, espressa in decimi,»;
c) al comma 4, le parole: «giudizi analitici e la valutazione sul» sono sostituite dalle seguenti: «voti conseguiti e il»;
d) l’applicazione dei commi 1 e 8 dello stesso articolo 177 resta sospesa fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5;
e) e’ altresì abrogata ogni altra disposizione incompatibile con<> la valutazione del rendimento scolastico mediante l’attribuzione di voto numerico espresso in decimi.

5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.

Art. 4.
Insegnante unico nella scuola primaria

1. Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 e’ ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.

2. Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui all’articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.


 Dunque, se avete letto tutto e più o meno avete capito il politichese, il futuro non è roseo. Tra l’altro basta vedere le manifestazioni di piazza degli studenti per capire che effettivamente è qualcosa di grosso. Berlusconi e tutta la destra sostengono che l’università non è stata toccata dalla Riforma Gelmini…ed è vero in realtà perchè non è la 137 a toccarla ma la 133. Ma questo è solo un piccolo trucchetto per non fare brutta figura e sostenere che l’opposizione sta traviando e istigando le masse contro questa legge.D’altronde siamo tutti in grado di leggere e spero capire che il termine “economie lorde di spesa” altri non è che il termine taglio di bilancio.. di 456 milioni per il 2009 e di 1650 milioni per il 2010 (l’unica cosa che non ho capito è se per il 2010 viene contato anche il 2009 e quindi ci saranno “solo” tagli per 1650 - 456 milioni di euro oppure saranno proprio 1650 milioni di sacconi). Vabbè questo non ha importanza perchè sono comunque soldi in meno che andranno a pesare su ricerca e sviluppo universitario e su attrezzature universitarie, visto che i rettori garantiranno gli stipendi ai docenti e al personale.

Se i tagli saranno cosi pesanti entra in gioco l’art. 16 che prevede la facoltà di privatizzare l’ateneo che diventerà l’unica soluzione possibile contro la chiusura definitiva. Questo ci porterà cosi a tasse universitarie spropositate come sul modello del college americano; da qui ci sarà la distinzione elitaria dello studio: i ricchi avranno accesso ad atenei prestigiosi, i medi a università di serie Be infine quelli che hanno avuto l’accesso all’istruzione universitaria grazie a incentivi e borse di studio andranno a lavorare in miniera.

Ieri è passato il decreto Gelmini, e il ministro, nonostante le proteste che avvenivano appena fuori dalla finestra, ha avuto anche il coraggio di esultare all’approvazione del suo decreto. Inoltre per parlare di democrazia e dialogo la maggioranza non ha permesso il dialogo con le forze di opposizione che criticavano questa vittoria; come i bambini che non vogliono sentire sono partiti dei “buuuuh” in direzione dei parlamentari dell’opposizione che cercavano di esprimere il proprio giudizio in merito alla questione.

Devo esprimere un piccolo giudizio: in questo caso sono a favore dell’opposizione e contro la 133 e la 137, ma chi ci dice che la stessa cosa non sarebbe successa se al potere ci fosse stata la sinistra? Non intendo sostenere la destra perchè in questo caso ha guadagnato il mio disprezzo, ma non intendo neanche inneggiare la sinistra perchè io sono da sempre sostenitore del fatto che entrambi ce lo mettono nel culo.

In ogni caso, se verrà proposto un referendum abrogativo io sarò a favore di quest’ultimo perchè sono convinto che esistano altri tagli possibili che non intacchino il sistema scolastico, già di per se scadente, ma in qualche modo funzionale ed equilibrato.
Esistono molteplici possibilità di risparmio degli sprechi, in primis dal Governo stesso e dai loro milionari stipendi, poi dalla lotta alla corruzione nel Mezzogiorno, dalle tangenti, da tutti i magna magna dei finanziamenti europei e statali, dalla lotta all’evasione fiscale che porterebbe secondo uno studio miliardi di euro nelle casse.

Reggere l’economia di uno Stato non è cosa da poco, ma sono sicuro che a volte anche il buon senso del barbiere all’angolo sarebbe sufficiente a gestire in maniere logica e razionale le spese.

Ovviamente queste sono solo ipotesi basate sul mio giudizio personale, e sarei grato se si potesse instaurare un discorso serio e costruttivo su questa vicenda, perchè sono sicuro che qualcuno non la pensa come me e che da qualche parte ho commesso una castroneria gigantesca. Grazie per il buonsenso che userete.

 

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Di buchi neri e dieta.

Per il momento nessun buco nero, la nostra Terra è ancora li dove è sempre stata per miliardi di anni. A ottobre si inizia a fare andare l’LHC a regime di 8 Tesla e da quel momento in poi iniziano le vere e proprie sfide.

Bucio nero dello spazio cosmico

Io ho iniziato una dieta, pagata profumatamente al dietologo 60 neuri di euro. Il concetto è semplice: sono grasso.

Se per caso dimagrisco e il buco nero si crea e ci risucchia tutti io mi incazzo parecchio perchè ho buttato via del tempo e del denaro.

Se proprio vogliono fare un buco nero allora potrebbero crearne uno che mi assorbe la ciccia.

Grazie della cortese attenzione.

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Vietato dire mamma e papà.

Che gli inglesi non siano furbi lo sappiamo tutti.
Il signor Edoardo Palle (al secolo Ed Balls), segretario del ministero dell’educazione ha lanciato questa bella proposta.

Siccome noi siamo omofobici e i nostri figli lo saranno se non facciamo qualcosa, istruiamo i giovani sul significato della parola omosessuale e sui matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Facciamo capire ai bambini che omosessuale non vuol dire “brutto e cattivo“, ma significa solo persona che non ha i nostri stessi gusti sessuali (etero).

Poi quando saranno più grandi insegneremo loro che grandi del passato furono omosessuali e durante le lezioni di educazione civica diremo che esistono matrimoni e adozioni diversi dai canoni tradizionali.
Cosi tutti cresceremo in gioia e armonia.

Ah dimenticavo: non si può dire piu la parola “mamma e papà” a scuola, e se lo dici forse ti sanziono pure. Non puoi piu dire neanche “sono lavori da maschio”, “sei una femminuccia”, “devi essere un uomo”. Sono tutte parole che per il ministero sono considerate anti-gay e quindi impronunciabili.

Come trasformare un’idea direi vincente in una cagata apocalittica.

L’Inghilterra è l’unico Paese al mondo dove il cibo è più pericoloso del sesso

Jackie Mason

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La giornata della Memoria

Arbeit Macht Frei

Questa la più classica delle immagini che vuole rappresentare tutto l’orrore perpetrato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Arbeit Macht Frei“, il lavoro rende liberi: questo era l’ironico e crudele messaggio che attendeva migliaia di ebrei mentre varcavano i cancelli dei numerosi campi di concentramento tedeschi.

Sono passati più di quarant’anni ma quest’orrore fa fatica ad andare via: rimangono come monito per le generazioni future le costruzioni, le foto, i filmati e le testimonianze dei sopravvissuti al massacro.
Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, per non dimenticare mai fino a che punto la pazzia umana può giungere.

Dopo l’Olocausto venne modificato il termine genocidio come

  “Una negazione del diritto alla vita di gruppi umani, gruppi razziali, religiosi, politici o altri, che siano stati distrutti in tutto o in parte”

11 dicembre 1946, Assemblea generale delle Nazioni Unite

Ma molti dimenticano che non si è consumato solo questo genocidio: si ignora o non si vuole ricordare di moltissimi altri stermini di massa che hanno avuto luogo in luoghi e tempi diversi da questo.

Armenia 1915: 1.400.000 Armeni ottomani
Holodomor 1932-33: 5.000.000 contadini ucraini
Cambogia 1972-79: 1.800.000 “nuovo popolo”
Ruanda 1994: 1.000.000 Tutsi
Bosnia 1992-95: 120.000 musulmani bosniaci
Iraq: 1973- 2003: imprecisato numero di curdi
Guatemala 1960- 1990 200.000 civili

[fonte:wikipedia]

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Coran al GovernoCade il Governo per mano del Senato, un pò come Bruto uccise Cesare.

Muore tra sfiducie dichiarate, cambiamenti di rotta improvvisi di Cusumano e reazioni di Barbato.
Gente che brinda e schizza spumante quasi fossimo al Gran Premio di Imola, dopo il risultato finale della votazione.

Gente che urla, gente che insulta, gente che sviene.

Muore cosi il ennesimo Governo italiano, lascia una Finanziaria, un problema rifiuti e un caro prezzi.

Riposi in pace.

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…all’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto..

Queste parole uscivano dalla bocca del nostro Pontefice Joseph Ratzinger aka Benedetto XVI a Parma il 15 marzo del 1990, quando all’epoca era ancora Cardinale, riprendendo un’affermazione di Feyerabend.
Probabilmente ad alcuni uomini di scienza venne una colica; come dire a un cinefilo :”oh, ma Casablanca non si può rimasterizzare a colori?”.
Stessa cosa.

Gennaio 2008:
il “Bene” oggi è Papa e ha portato una ventata di novità rispetto al più “conservatore”, amato Giovanni Paolo II: Dio ti vede quando sei in bagno, la messa la rimettiamo in latino, spalle ai fedeli, facciamo una nuova crociata contro l’infedele, la religione cristiana è l’unica riconosciuta e valida, no agli aborti, no ai matrimoni tra omosessuali perchè ritenuti patto del demonio, consideriamoci di nuovo un’entità politica regnante su suolo laico etc etc…

Tante novità insomma. Si perchè queste cose non si vedevano più dai tempi dell’Inquisizione.

In questi giorni la nuova perla: vado a fare un giro all’Università (laica) La Sapienza a Roma, cosi tanto per dire due parole su come si vive e chi si deve rispettare.
Putiferio generale: docenti e studenti insorgono contro il Rettore e contro il Papa; “Non lo vogliamo”, questo il coro unanime di un piccolo gruppo di persone ma che ha fatto un ciocco fuori dal normale.

Cosi la visita è stata annullata e dal campo religioso si è passati al campo politico: ministri e cazzi mazzi tutti a favore del Santo Padre, a chiedere scusa scusa e a dare bacchettate sulle dita al Rettore e ai suoi. Adesso spicca anche la proposta di sanzionare chi ha fatto questa protesta.

Quello che mi da più fastidio è che domenica scorsa sono accorsi da tutta Italia per rincuorare il Santo Padre ferito nell’orgoglio, con striscioni che sembrava di essere allo stadio: “Benedetto sei tutti noi”, “I gruppi neocatecumenali sono dalla tua parte”, “Facci un goal”.
Queste persone sono fanatiche come quelle che si fanno saltare in aria, con la differenza che almeno noi non usiamo la violenza.

Io non dico di essere ateo perchè comunque l’indottrinamento forzato nei giorni della mia gioventù mi ha lasciato il dubbio che forse, magari, qualcosa c’è che sta lassù e che in ogni caso merita sicuramente più rispetto di tutte le persone qui sulla Terra.

Ma da quando in qua lo Stato Italiano è succube di una persona?Quasi fosse un incidente diplomatico. Il Papa non è un capo di Stato, ma una figura religiosa che professa la parola del Signore che per un cristiano è il vero e unico capo di tutti noi.
La religione non è politica: non vi è salvezza nè redenzione nella politica, al più eviti la prigione.

Ma siamo ritornati all’Alto Medioevo?

EDIT: In ogniqualmodochessia mi autoscomunico.

Sito scomunicato

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Blog action day

Visto che oggi è Blog Action Day, c’è da parlare dell’ambiente. E parliamone allora!
Ma non voglio discutere e entrare in conflitto con persone che ne sanno sicuramente più di me riguardo fonti energetiche rinnovabili e non, consumi, Protocolli di Kyoto e quant’altro, perciò mi limiterò a parlucchiare.

L’Italia è piena di coloro che “predicano bene e razzolano molto molto male“, del tipo l’ambientalista che dice no allo smog, “usiamo la bici che fa bene e non inquina” e poi quando piove è il primo che prende la macchina.

Rispetto ai primi anni ‘90 quando il buco dell’ozono era ancora un buco e l’effetto serra era quello che serviva alle piante per crescere in inverno, l’opinione pubblica mondiale si è resa conto che la Terra sta andando incontro ad una distruzione certa se non si interviene in modo serio e diretto.
Ma la buona intenzione non basta, perchè sopravvive nell’uomo la convinzione che “massì, mica succede qualcosa se faccio questo. Tanto sarò l’unico, che male può fare?“.

E invece si può fare tanto male: discariche abusive, industrie senza scrupoli che non comprano filtri per ciminiere, scarichi in mare/fiume/lago senza controlli nè precauzioni, sprechi inutili di acqua, luce, gas con conseguenti aumenti dei costi di produzione.

Per non parlare dei soliti luoghi comuni focalizziamo l’attenzione su un’unità abitativa composta da 3 persone.

In una casa è possibile sprecare/risparmiare:

  • Le spie degli elettrodomestici, quella rossa del televisore, o comunque tutte quelle che indicano un elettrodomestico in standby, consumano nonostante sia tutto spento.
    Cosi come le spie che indicano il pulsante della luce sulle scale.
    Questo lo ricordo da un programma di Grillo una decina di anni fa, non mi ricordo però il consumo di corrente esatto, ma era sull’ordine di qualche Kw all’anno per ogni spia.
  • L’utilizzo di una doccia è molto meno dispendioso in termini di metri cubi di acqua rispetto alla vasca da bagno.
  • L’utilizzo di lavastoviglie è meno dispendioso di un lavaggio a mano in termini di consumo d’acqua, però non di energia elettrica.
  • La raccolta differenziata all’interno delle case è un fenomeno in via di sviluppo, peccato che manchino nella maggior parte dei casi, cassonetti specifici, cosi si finisce per buttare via i rifiuti sì differenziati, ma nello stesso cassonetto.
  • L’utilizzo di termostati temporizzati per il riscaldamento, con la possibilità di spegnerlo mentre non si soggiorna.
  • L’utilizzo di lampade a risparmio energetico.

Il risparmio di energia elettrica incide in maniera significativa sia sui costi di produzione e sia sulla produzione stessa. Risparmiare corrente permette di accumularne di più e di sfruttarla nelle situazioni di emergenza; inoltre produrre meno corrente perchè non è necessaria permette alle centrali di consumare meno combustibile per produrle (oggi durante la lezione di macchine e sistemi energetici ho scoperto che una centrale consuma 138 tonnellate di combustile/ora per produrre 2000 MW di corrente).

Spero vi piaccia, a me fa cagare. E’ un pò come quando a scuola devi scrivere un tema e non sai cosa dire; cosi giri intorno mezz’ora al titolo, riscrivendolo e riformulandolo in maniera diversa ma sostanzialmente uguale. Sono andato fuori tema dicendo cose ovvie.
Però, oh, mi sono iscritto al Blog Action Day e devo scrivere qualcosa. Spero solo che non siano tutti come me :P .

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Il Ministro è impazzito.

Forse sarà stato il caldo eccessivo degli ultimi giorni.
Forse sarà stato un infelice tentativo di fare una battuta brillante. Ottimo. Ci sta. Ma non la fai durante una manifestazione che parla di islam e integrazione…

Poi magari qualcuno si offende..

“Da persona che ha fiducia nella religione, dico che nessun Dio autorizza un uomo a picchiare una donna, non è previsto che lo faccia, ma c’è una tradizione siculo-pakistana che vuol far credere il contrario..”

Ma Amato, mi cadi come un dilettante? Mi sei anche simpatico, non mi fare ste figure barbine…
A cosa stavi pensando? dillo a Aerys tuo.. allo scalone? al Tesoretto? alle vacanze?

Stai attento perchè i siculi ti tagliano la gola o le gomme e i pakistani ci lanciano l’atomica..

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Era il lontano ‘46..

…quando 12.717.923 voti contro 10.719.284 batterono la monarchia durata 85 anni per una Repubblica.
Quella Italiana.

Domani 2 giugno si celebra la festa della Repubblica, con sfilate delle forze armate di fronte al Presidente Napolitano e a tutti i politici e militari di alto grado. Per ricordare che ci siamo e che l’Italia è fiera di se stessa e non è solo un mondiale alzato al cielo.

Attualmente il cerimoniale prevede la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria a Roma e una parata militare alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

Alla parata militare e durante la deposizione della corona d’alloro presso il Milite Ignoto, prendono parte tutte le Forze Armate, tutte le Forze di Polizia della Repubblica ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Nel 2005, l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ordinò che defilassero anche il Corpo di Polizia Municipale di Roma ed il personale civile della Protezione Civile. Prendono inoltre parte alla parata militare alcune delegazioni militari della NATO e dell’Unione Europea.

viva l'italia

Viva l’Italia, l’Italia liberata,
l’Italia del valzer e del caffè.
L’Italia derubata e colpita al cuore,
viva l’Italia, l’Italia che non muore.
Viva l’Italia, presa a tradimento,
l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
l’Italia domenticata e da dimenticare,
l’Italia metà giardino e metà galera,
viva l’Italia, l’Italia tutta intera.
Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
l’Italia che si dispera e che si innamora,
l’Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l’Italia, l’Italia sulla luna.
Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l’Italia, l’Italia che resiste.

[Francesco De Gregori]

Suvvia, un pò di patriottismo, e salutiamo tutti questa Repubblica.

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Addio musicassetta!

cassetta E’ definitivo: a Londra, nel grande centro di distribuzione di elettronica Currys si è deciso di non commercializzare i vecchi “nastri”, tanto in moda negli anni ‘80.

Lanciata ufficialmente dalla Philips nel 1963 al Berlin Radio Show, il suo picco di popolarità lo ha raggiunto negli anni ‘80, legata a doppio filo al boom del walkman, oggetto di culto di una generazione, lanciato dalla Sony nel 1979.

Attualmente stime dicono che sono ancora in circolazione 500 milioni di musicassette che però nessuno chiede più.

A soppiantarle ci pensano i cd e i lettori mp3, più piccoli e capienti dei vecchi plasticoni.

Signori un’altra moda della nostra infanzia è terminata. Anche in altre parti del mondo le musicassette sono state tolte dalla circolazione perchè ormai obsolete e considerate dalle nuove generazioni ormai di un passato lontano lontano.
Ma non per noi, vecchia guardia dell’85, che abbiamo  avuto l’onore di assistere al passaggio dalla cassetta al cd, che abbiamo ascoltato con gioia e amore nei nostri walkman le musiche della nostra infanzia.

A te vecchio nastro dico con una lacrima, addio.

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Basta con sto bigottismo..

Andrea Rivera

Concerto del Primo Maggio: per farmi un regali gli italiani fanno un concerto in mio onore, vi ringrazio tutti.

Ci sono cantanti e c’e’ gente allegra che canta, balla, si ubriaca e si perde via.
C’è anche chi contesta dal palco sui funerali non voluti dalla Chiesa per Welby, ed è subito attacco diretto alla santità dell’ordine ecclesiastico…

La vogliamo smettere? signori questo paese LAICO è troppo bigotto..
D’accordo Rivera ha sbagliato a prendere voce davanti a milioni di telespettatori e presenti esordendo con quelle parole, ma onestamente gli vogliamo dare torto?

Se vuoi morire non va bene ma se uccidi allora sei ok?
Signori credo sia ipocrisia questa che abbiamo davanti..

E scomunicatemi pure, tanto dopo l’abolizione del limbo, tra un pò toglieranno anche tutti i gironi dell’inferno lasciando solo “il girone del falso in bilancio” e la sezione del Paradiso (non te Max..) riservata ai Papi..

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