Archive for the ‘ Cinema ’ Category

Vecchio di merdaForse si sarebbe dovuto chiamare Indiana Jones e il ritorno di un classico trasformato in pura pallosità”.

E ho detto tutto. Certo, ammirevole un ultra millenario come Harrison Ford che saltella per casse e resiste ad esplosioni atomiche dentro un frigo (poi qui ci torniamo), però non regge il confronto con la passata Trilogia.

La storia, che dire, non spicca di originalità anzi probabilmente la sapevo scrivere pure io una cazzata del genere, però si ammira lo sforzo di due menti geniali (anche se ormai a corto di idee) quali Lucas e Spielberg.

Il film, froma my point of view, non trasmette quell’atmosfera di avventura e pericolo che si percepiva nei precedenti episodi; i personaggi appaiono piatti e troppo mosci e il tempo di consequenzialità ha quel non so che di frenetico e assolutamente non conivolgente.

Inoltre la risoluzione degli enigmi è assente o praticamente ovvia, perchè si sa lo spettatore moderno non ha tempo nè voglia di stare li a chiedersi come potrebbe aprirsi la porta: su tutti, hai un teschio enorme in mano e sei davanti a una porta con disegnato sopra uno scheletro gigante senza testa……fai te.

Non c’e’ dialogo nel film, le battute sono ridotte all’osso per lasciare spazio a più di due ore di effetti speciali che in un film del genere dovrebbero essere l’ultima cosa; non ci sono scene spettacolari degne di essere tramandate (al contrario la scena del ponte sospeso in “Il tempio maledetto“, cosi come nello stesso film la corsa sui carrelli della miniera, e poi il combattimento nella città araba in “I predatori dell’arca perduta” o la scena del combattimento con i motoscafi in “L’ultima crociata“).

Finiamo con gli effetti speciali: grandiosi, spettacolari, inutili e alquanto improbabili: uno su tutti, ok che il frigo in cui Indiana si rintana è rivestito di piombo ma cazzo, quella è un’esplosione atomica! e perchè tra tutto quello che c’e’ nella cittadina si allontana spinto dall’onda d’urto solo quel frigorifero??

Io di questo film non mi ricorderò, non ne parlerò ai miei figli e nipoti, non dirò loro di vederlo.
Come voto do un 6 meno solo perchè ha alle spalle un degno bagaglio di ricordi cari. Se questo fosse stato il primo avrebbe preso un secco 4.

Ah e poi la presenza del figlio, dai! puzza tremendamente di un passaggio di testimone per i film a venire. Secondo me i registi dovrebbero smetterla di riproporre una minestra riscaldata sperando che i fasti di un tempo li salvino da un eventuale fiasco.
Indiana Jones come molti altri è stato un mero evento mediatico: prima dell’uscita del film c’era gia tutto il merchandising, c’erano i gelati, c’erano le figurine, c’erano i videogiochi e c’era la raccolta punti.. Che palle, io odio queste cose.

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La morte del cinemaSono qui per celebrare l’orazione funebre del cinema comico e per ricordare il caro defunto, come lui avrebbe voluto.
C’era un tempo in cui piccole persone avevano un grande sogno: fare ridere la gente.
Cosi questo piccolo gruppo, fatto da pochissime persone che però avevano un grandissimo cuore si mise a produrre film; correva la fine degli anni ‘70.

Da allora questa nicchia di mercato, piccola, fragile di fronte ai grandi colossi di hollywood iniziò a prendere piede e a fare ridere la gente.
Pochi uomini seppero dosare l’ironia e l’umorismo senza farlo scadere nel volgare e nel fastidioso: Zucker, Brooks, Nielsen, Sheen, Kilmer, questi furono i grandi ideatori, registi e attori  che crearono film epici che noi tutti ancora ricordiamo e che abbiamo visto almeno una ventina di volte.

I loro film erano semplici, si basavano su una trama solida costruita a prato verde oppure rubata in silenzio ai grandi film e riadattata in base alle loro esigenze, e da li si aggiungevano battute scherzose, modi di dire, atteggiamenti grotteschi, azioni impensabili, situazioni imbarazzanti che tuttavia non intaccavano la logica della trama e che creavano affiatamento con lo spettatore.

Adesso invece tutto è cambiato: questo paziente si è ammalato verso la fine degli anni ‘90 con il rimpastone illogico di molteplici parodie. I giovani non hanno imparato dai vecchi mostri sacri e hanno purtroppo fatto una cagata atomica, fatta di volgarità, di atti osceni, di battute pesanti che strappano una risata forzata e molte volte non fanno neppure ridere.

Scary Movie” ha iniziato a infettare questo angolo di paradiso, il 2 ha estirpato gli alberi, il 3 ha inquinato i fiumi, il 4 ha ucciso gli animali e “3ciento” l’ha ricoperto di merda; “Superhero” di prossima uscita probabilmente lo trasformerà definitivamente in discarica con i rifiuti di Napoli.

Vi dirò la verità, io non ho riso di gusto, ho sorriso forzatamente a qualche battuta e ho apprezzato l’unica scena che non doveva fare ridere. Questo film è una merda abominevole che non merita neppure una recensione.
Posso esprimere solo tutto il mio rammarico per un genere che potrò apprezzare solo guardando al passato e non al futuro, perchè onestamente non vedo prospettive rosee se si va avanti con questo filone.

Vi invito il più possibile a non guardarlo, se proprio dovrete sappiate che farà cagare, e se minimamente avete la possibilità andate al blockbuster a noleggiare un film della vecchia scuola e fatevi una bella e sana risata!

VOTO: 3 

Mi aspetto da questo post una sana discussione fatta di ricordi e aneddoti.

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Sweeney Todd

sweeney toddVenerdi sera appuntamento con il cinema per un 117 minuti in compagnia di Jhonny Depp e della suo rasoio in argento.

Benjamin Barker è un uomo che cerca vendetta, celata sotto il nome di Sweeney Todd, il miglior barbiere di Fleet Street.

La trama è semplice: lui è stato ingiustamente arrestato per volontà di Turpin, un pazzo giudice della corte di Londra che voleva avere sua moglie e sua figlia.
Dopo 15 anni di carcere torna in libertà con una precisa idea nella testa: vendetta tremenda vendetta.

Intraprende cosi un viaggio costellato di omicidi, sostenuto da una bottegaia di pasticci di carne la quale visto l’esorbitante prezzo della materia prima, decide di trarne vantaggio e di aiutarlo.

Cosi il film continua tra sangue a fiotti e duetti: si, duetti, perchè il film è per metà un musical in cui possiamo gustarci l’abilità canora di Jhonny Depp.

Anche se il finale è molto intuibile verso la metà del film, l’ambientazione è quella che contraddistingue l’operato di Tim Burton. Alcune scene del film ci riportano alla memoria un giovanissimo Jhonny con “Edward mani di forbice”.

Questo è uno di quei classici film che “piace o non piace”: piace a chi non si è stufato dell’accoppiata Depp-Burton che ormai sfornano film annualmente, piace a chi pensa che il sangue che sgorga non sia mai sufficiente, piace a chi adora le ambientazioni darkeggianti e piace a chi sopporta i musical (la parte cantata è molta all’inizio per diventare quasi assente alla fine). Altrimenti vi sorbite due ore di flagellazione nei coglioni.

Voto 8.5

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Ecco le vere scene tagliate in fase di montaggio del quarto episodio della saga di Die Hard: Vivere o morire.

La famosissima scena della Graziella è stata tagliata per incomprensioni tra regista e trovarobe: il primo infatti voleva una Graziella rosa, mentre il tecnico gli ha trovato una graziella nera.

Die hard 4

Concept della scena

Verso metà film un gruppo di suore armate di crocefisso laser attacca la sede del bingo; Bruce con una penna a sfera le sopprime tutte con bestemmione finale.
La scena sarebbe stata eccessivamente cruenta per il regista: infatti in quel bingo è stato rilevato un caso di legionella.

La scena del camion e dell F35 è stata sostituita all’ultimo: in realtà Bruce sarebbe dovuto scappare in sella a una moto da cross, inseguito dalla “piccola peste” su un triciclo. Il bambino, armato di fionda con proiettili di uranio impoverito, a ogni lancio avrebbe dovuto urlare “ciao, testa di cazzo” (chi conosce intenda).

Altra scena tagliata: un gruppo di cheerleader zombie attacca un asilo di bambini zombie; Bruce dopo avere visto che sono tutti zombie se ne frega e va via. Per un eccesso di zelo, ritorna indietro e uccide tutti con i giochi della Mattel sequestrati.

Il Palazzo del Congresso doveva esplodere davvero.

La figlia del protagonista, dopo essere stata salvata avrebbe dovuto girare una scena porno con il padre, il giovane e il morto.

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Ratatouille

ratatouilleOvvero quando una cena sembra preparata da un topo.
Ok, bel lungometraggio animato di una lunghezza spropositata (quasi due ora e mezza).

La trama è semplice e oltremodo surreale: un topo riesce a capire il linguaggio dell’uomo e sa cucinare. Uno sguattero lavora in una cucina di un decaduto ristorante parigino a causa di una recensione negativa e non sa cucinare.

Il topo e lo sguattero si trovano e grazie a un curioso sistema nervoso dell’uomo, il topo lo comanda tirandogli i capelli. E attraverso la marionetta, il burattinaio da sfogo alla sua creatività culinaria.

Adesso, diciamola tutta, questo è un cartone carino in cui come al solito vige la regola dell’ “happy ending” però un topo che si mette a cucinare per quanto sia pulito resta una pantegana.
Nel film tocca il cibo, va in dispensa e zampetta sopra i cibi: che schifo!
E lo sguattero lo lascia fare.

Questo cartone si può vedere tranquillamente però è un’icona del surrealismo.
Rispetto a Die Hard 4 questa pellicola è una chiavica.

Bruce Willis Rulez!

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Salve a tutti, dopo un periodo passato lontano dal blog per motivi di carattere ludico online, mi ritrovo finalmente a buttare già due righe tanto per farvi sapere che sono vivo.

Bene, ora che lo sapete siete tutti più allegri? io si :P
In ogni caso domenica e lunedi sono stati grandi appuntamenti con il grande schermo.

  • I Simpson
  • Io vi dichiaro marito e marito

Il primo mi è piaciuto anche se c’e’ il problema della trasposizione da cartone a lungometraggio è sempre una incognita perchè non si sa come il pubblico reagisce e come farli stare un’ora e mezza seduti.
Trama semplice che ricorda un classico episodio della serie, quando Burns pazzo di potere oscura il sole con uno schermo: qui non è proprio cosi ma ci andiamo vicini.

Homer è sempre il protagonista indiscusso, il re della scena e della battuta, gli altri fanno da contorno e spalleggiano egregiamente; piccola nota di servizio, odio Marge, non mi piace per un cazzo, è un personaggio inutile e fastidioso.

Ospiti del cinema erano Aerysina, Aerys, Pedo, Fornaio.

L’altro film invece mi ha fatto morire dal ridere.
Un pompiere vedovo preoccupato per i suoi figli, non può trasferire la sua pensione a un’altra persona per un cavillo legale, in quanto si è dimenticato alla morte della moglie di dichiararlo al fisco. Solo un altro matrimonio potrebbe permetterlo, ma per rispetto della moglie non se la sente.

Per ovviare al problema chiede a un suo collega di sposarlo, diventando cosi di fatto una coppia omosessuale riconosciuta dalla legge.
Da questa decisione nasceranno una serie infinita di gags e di situazioni al limite del ridicolo.

Adam Sandler è uno dei protagonisti, insieme a Jessica Biel (troppo figa) e un Dan Aykroyd decisamente invecchiato.

Ospiti del cinema erano Aerys, Aerysina, Sara.

Ve li consiglio entrambi, ma di più il secondo…almeno per la scena del culo della Biel che merita tantissimo.

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Review film #13: Shrek Terzo

Shrek the third

Visto ieri sera con la mia dolce metà e metà di Piacenza: ho visto più gente che conoscevo che al mio compleanno..
Vabbè torniamo a noi.

Il film è diciamo decente, non vi svelo la trama però; se per caso avete sentito delle voci che dicevano che il primo e il secondo erano più belli, tenetene conto perchè avevano ragione.
Vengono riproposti i soliti personaggi con una solita avventura e il solito cattivo che ritorna dove alla fine avviene il moralistico discorso conclusivo altamente educativo che ci fa volere tutti bene.

Per me poteva essere migliore, ma si sa, i sequel lasciano il tempo che trovano, anche nei lungometraggi di animazione.

Eccezionali però i draghi-ciuco di Ciuchino e della dragonessa :P

Voto: 7-

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Transformers.

Transformers

OHHHHHH, questo film non molla un cazzo dall’inizio alla fine!

Ma quanto mi è piaciuto? Andatelo a vedere appena potete, per diamine!

Si ma poi c’e’ anche Megan Fox, che è una ipergnocca da paura (Brillo conferma con me), che diavolo è sbavvvv!

Mi sono preso troppo bene dopo questo film, poi faccio una cosa più seria :P

Megan Fox

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V for Vendetta

Sta passando su Sky Cinema in questo periodo il film “V for Vendetta”; tutti sapranno di cosa sto parlando, lo avrete visto al cinema, come feci io a suo tempo.

Mi ha affascinato la figura di colui che indossa la maschera di Guy Fawkes, specialmente i suoi dialoghi intrisi di citazioni teatrali, letterarie, cinematografiche… in particolare questa, che segna l’incontro tra Evey e V.

Voilà. Alla Vista un umile Veterano del Vaudeville, chiamato a fare le Veci sia della Vittima che del Violento dalle Vicissitudini del fato. Questo Viso non è Vacuo Vessillo di Vanità, ma semplice Vestigia della Vox populi, ora Vuota, ora Vana. Tuttavia questa Visita alla Vessazione passata acquista Vigore ed è Votata alla Vittoria sui Vampiri Virulenti che aprono al Vizio, garanti della Violazione Vessatrice e Vorace della Volontà. L’unico Verdetto è Vendicarsi… Vendetta… E diventa un Voto non mai Vano poiché il suo Valore e la sua Veridicità Vendicheranno un giorno coloro che sono Vigili e Virtuosi. In Verità questa Vichyssoise Verbale Vira Verso il Verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V.

Questa farà piacere al Paradise.

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Pirate of the carribeansJack Sparrow, il capitan Jack, è tornato per l’episodio conclusivo della saga dei “Pirati dei Caraibi”.
Stavolta si va ai “confini del mondo”.

Avevamo lasciato jhonny Depp in balia del cracken e i suoi amici avevano intenzione di andarlo a riprendere nel forziere di Davy Jones; bene, non vi spiego la trama perchè è troppo lunga e complicata da spiegare, e non ne ho voglia.
Sappiate solo che si parlerà di Fratellanza di Pirati, di dee e di combattimenti all’ultima palla di cannone, legati tutti insieme da tradimenti, doppi giochi e colpi di scena.

Il finale vi lascerà un pò cosi con l’amaro in bocca ma tutto sommato è un bel film.
La coproduzione Disney-Bruckeheimer ha fatto centro un’altra volta: personalmente non sono un gran patito dei sequel, perchè in molti casi si perde la linea principale della trama; qui invece è mantenuto un filo logico con il primo episodio (ricordiamo che il secondo e il terzo film sono uno solo, spezzato in due).

Oddio, recitazione ben congegnata, ottimi effetti speciali, ottima regia e fotografia, però non mi ha lasciato niente in bocca: è un bel film, ci passi 150 minuti (si sono tanti) tranquillo in poltrona, ridi alle battute che costellano la pellicola, ma niente di più..
Se avete visto tutti i precedenti andate a vederlo obbligatoriamente, se vi siete fermati al primo allora stateci perchè è fenomenale e non va sporcato con questi due.

Tanti personaggi nuovi, tanti spostamenti di luogo senza la possibilità di capire il perchè, tanti ragionamenti contorti di alleanze e tradimenti, lo rendono un pochino gonfiato e un mero fenomeno di consumo di Hollywood.

Jack Sparrow è sublime, la anoressica Keira è troppo buona, legolas è decente (meglio nelle “Crociate”) e Barbosa è il migliore, ma alla fine non ti ricordi nessuna scena fondamentale da poter discutere fuori sala con gli amici.

Voto 7.5 

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Review film #11: Number 23

Number 23Questo è il periodo in cui i grandi comici americani si danno da fare nel drammatico/commedia/thriller.

Stavolta tocca al gommoso Jim Carrey con il suo “Number 23“.

Questa è la storia di Walter Sparrow, professione accalappiacani (non vi ricorda nulla? :P ), spostato con Agatha e padre di Robin.
Il tutto inizia quando un cane lo morde e lo fa arrivare tardi all’appuntamento con la moglie, la quale per passare il tempo entra in una libreria e trova per caso un libro con la copertina rossa che reca il titolo di “the number 23” scritto da Topsy Creth; questo libro narra la storia di un investigatore che conosoce una donna ossessionata dal numero 23.

Il numero è dappertutto: nei colori, nei nomi, negli avvenimenti storici e crea una ossessione compulsione senza precedenti nella mente del poliziotto che però si trasmette anche al lettore che vede nella vicenda se stesso e la sua infanzia.

Da questo momento la lettura del libro lo spinge a diventare paranoico, a ricercare nella sua vita e in quello che lo circonda il numero 23: dalla strada in cui abita, al suo nome, al suo numero civico, al nome della moglie e cose cosi.

Ma il film non è solo questo: è molto piu articolato perchè dalla paranoia di Sparrow si passa a cercare di risolvere un omicidio realmente avvenuto e ancora irrisolto.
La verità potrà essere scoperta da Walter con tanti colpi di scena e un finale impensabile, ma sotto sotto un pò prevedibile.

Jim Carrey giostra il ruolo drammatico che interpreta con la classe di un grande attore; forse il ruolo drammatico non gli compete molto, ma semplicemente perchè siamo abituati a vederlo come un amabile burlone sempre incline alla battuta e alle smorfie.

La regia e la direzione del film vengono magistralmente gestiti da Joel Schumacher, che da una trama curiosa ne cava fuori un film dai risvolti maniaci, psicotici e ossessivo compulsivi.
La carica dell’ossessione pervade chi osserva il film, l’elemento principe è il numero 23, che durante il film ricorre sempre, come a dire “ehi sono qua, questo film porta il mio nome, cercami”: e infatti il numero 23 appare quasi in ogni scena, dalla somma sulla porta dell’hotel, all’insegna del ristorante, al canale della radio, all’ora dell’orologio…

Forse solo nel finale cade la tensione, in quanto si rivela un the end molto molto semplice e pulito rispetto a tutto il corso della proiezione, ma in ogni modo lo si può apprezzare.

Volete un consiglio? andatelo a vedere, merita veramente.

Voto: 9.3.

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Man of the yearQuesta volta la recensione tocca al film del poliedrico e spassoso Robin Williams: L’uomo dell’anno (Man of the year).

Il Peter Pan di “Hook - Capitan Uncino” interpreta il comico Tom Dobbs che sotto la spinta dei suoi telespettatori si candida alle elezione presidenziali degli USA: e vince.

Ma la sua vittoria nasconde un pericoloso segreto creato dalla azienda che ha fornito il sistema informatizzato di voto elettorale, e solo una programmatrice di computer conosce la verità che molti celano.

Devo dire che mi sono trovato davanti ad un ottimo film, con un Robin in ottima forma e sempre più spigliato.
Questo film però non deve essere preso con tanta leggerezza in quanto in un ottica critica lo si può interpretare tranquillamente come un film denuncia sulla corruzione e l’inefficienza del modello bipartitico americano e sul sistema di leggi create dal Congresso, prese a sdebitarsi con le grandi multinazionali piuttosto che varare leggi efficaci per il popolo americano.

Ovviamente tutto questo viene detto ma con la vena ironica e sottile (ma neanche tanto) tramite la comicità dirompente dell’attore.

Voto: 8.9

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