Sottotitolo: Almeno l’IVRI non ti devasta la casa

Lasciati i cani morti sul selciato, solo un piccolo lembo di terra ci separava dalla porta d’ingresso della villa dell’altro tizio, nemico giurato di Lindsay. Sotto le abili mani del nostro ladro la porta si aprì come una dolce donna apre le gambe di fronte a un gioiello.

Appurato che non ci fossero trappole, entrammo nella prima stanza: un ampio salone open space, con angolo cottura, ottime rifiniture, pavimento in legno, informazioni in sed….ehm. Aveva una porta sul fondo e una scala che portava di sotto. Non c’era un piano superiore.

Per essere un mercante d’arte la magione era arredata con poco più che paccottaglia di infimo valore e il quadro non era in questa stanza. Mentre il mezz’orco e il minotauro si divertivano a giocare con cancelli e baobab fuori dalla porta, il resto del gruppo si mosse per esplorare l’altra stanza: vi era un lungo corridoio con una doppia fila di colonne scarsamente arredato e male illuminato che conduceva ad un altra stanza, molto più piccola.

Due grandi statue di pietra disposte ai lati sembravano fare da guardia alla tela diposta sulla parete opposta alla porta. Per il ladro la stanza era pulita; si poteva procedere all’operazione di rimozione.

Con precisione chirurgica la tela venne sganciata dall’intelaiatura e arrotolata per facilitarne il trasporto. Era fatta, potevamo scappare! Ma non appena la tela oltrepassò la linea delle statue un fragoroso frastuono risuonò per la casa. Sembrava che una frana ci avesse colpito in pieno e forse sarebbe stato meglio: le due statue iniziarono a ruggire e a muoversi dal loro piedistallo.

Iniziammo a scappare e il mago che rimase più indietro rispetto a noi ci coprì la fuga lanciando immagine illusoria nella stanza e nebbia lungo il corridoio. Sembrava stesse funzionando perchè le statue parevano disorientate e goffe nei movimenti. Fu solo una breve speranza perchè improvvisamente i due golem dispiegarono le ali e iniziarono a inseguirci. Lo scarso vantaggio guadagnato ci permise fortunatamente di raggiungere il salone centrale.

Il rumore di legno frantumato attirò immediatamente l’attenzione dei due guerrieri di guardia fuori dalla villa che si precipitarono armi in pugno all’interno della casa per randellare i due culi granitici. La battaglia fu epica: asciate, pugni, calci, dardi, fuoco, dita negli occhi, calci nelle rotule servirono a far stramazzare a terra i due golem.

Riprese le forze, esplorammo il piano inferiore della casa trovando razioni, soldi e uno strano sacchetto con una pallina morbida e pelosa. Certi che non ci fosse altro di valore ancora integro lasciammo quel luogo per non farvi mai più ritorno.

Ma una dubbio ancora oggi ci perseguita: ma dov’era il letto?

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