….come si poteva definire banca questo schifo? un misero caseggiato in muratura, con un portoncino di ingresso semilavorato tanto per farti sentire importante quando vai a consegnare i tuoi pidocchiosi, miserrimi 2 soldi e con una porticina di ferro sul retro. D’accordo che avevamo già ricevuto copia della chiave, ma sarebbe bastata la forza del mezz’orco per scardinarla.

La saletta interna era ancora più triste della facciata: un bancone di legno, qualche sedia, due o tre piante striminzite.. Il nostro specialista in allarmi si  intristitì perchè non trovò neanche una piccola trappola a pressione. “Qui non si riesce a lavorare seriamente, mi sto veramente irrita….”, mentre stava urlando queste parole si interruppè bruscamente e un sogghigno si disegnò sul suo volto; indicò tutto felice la porta di fronte a noi facendoci osservare che filtrava della luce da sotto.

Di soppiatto si mosse verso la porta, la studiò un attimo e atterrito non riuscì a capire se ci fosse qualche sistema d’allarme. Indecisi sul da farsi, perchè il nostro imperativo era non attirare l’attenzione dei popolani, restammo li un poco. Infine per non saper nè leggere nè scrivere il mezz’elfo lanciò silenzio sulla porta.
La porta non era neanche chiusa, si aprì senza fare il minimo cigolio e altrettanto in silenzio le sei guardie che dormivano beatamente sulle loro poltroncine di legno non si sarebbero più svegliate. Se non da morte.

Certi di non avere altre interferenze ci avvicinammo al caveau che venne aperto in pochi minuti. Varcata la soglia della stanza si diffuse per la banca il suono di una debole campanella d’allarme che avrebbe dovuto destare le guardie dal loro meritato riposo. Il filo che collegava il sistema venne strappato con arroganza dal mezz’orco: ora niente ci avrebbe impedito di completare la missione.

Le cassette di sicurezza si aprirono con una facilità disarmante e tutto il loro, diciamo prezioso contenuto, si riversò nelle nostre tasche tra cui anche l’oggetto per cui eravamo li: una tela arrotolata di un quadro dal valore notevole per chi ci aveva commissionato il furto.

Fatto il misfatto richiudemmo la porticina sul retro con la chiave; non ci preoccupammo neppure di ripulire tutto per bene perchè tanto sapevamo che quella notte sarebbe stata l’ultima notte che avremmo passato al villaggio. Ormai eravamo troppo compromessi. Dopo una capatina dal mandante per consegnare il pacco e ricevere il conquibus avremmo lasciato la città per sempre….

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