Arbeit Macht Frei

Questa la più classica delle immagini che vuole rappresentare tutto l’orrore perpetrato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Arbeit Macht Frei“, il lavoro rende liberi: questo era l’ironico e crudele messaggio che attendeva migliaia di ebrei mentre varcavano i cancelli dei numerosi campi di concentramento tedeschi.

Sono passati più di quarant’anni ma quest’orrore fa fatica ad andare via: rimangono come monito per le generazioni future le costruzioni, le foto, i filmati e le testimonianze dei sopravvissuti al massacro.
Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, per non dimenticare mai fino a che punto la pazzia umana può giungere.

Dopo l’Olocausto venne modificato il termine genocidio come

  “Una negazione del diritto alla vita di gruppi umani, gruppi razziali, religiosi, politici o altri, che siano stati distrutti in tutto o in parte”

11 dicembre 1946, Assemblea generale delle Nazioni Unite

Ma molti dimenticano che non si è consumato solo questo genocidio: si ignora o non si vuole ricordare di moltissimi altri stermini di massa che hanno avuto luogo in luoghi e tempi diversi da questo.

Armenia 1915: 1.400.000 Armeni ottomani
Holodomor 1932-33: 5.000.000 contadini ucraini
Cambogia 1972-79: 1.800.000 “nuovo popolo”
Ruanda 1994: 1.000.000 Tutsi
Bosnia 1992-95: 120.000 musulmani bosniaci
Iraq: 1973- 2003: imprecisato numero di curdi
Guatemala 1960- 1990 200.000 civili

[fonte:wikipedia]

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