Appena ieri guardavo fuori dalla finestra, che rimaneva aperta per lasciare entrare il caldo tepore dell’estate, e pensavo quante belle giornate si paravano davanti a me.

L’estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va..

Questa canzone sanciva la fine dell’estate 1985, con un testo tra lo spensierato e il nostalgico, anzi molto nostalgico, non sono mai riuscito ad ascoltarla nei giorni felici, figuriamoci in quelli tristi.
L’amore estivo che muore quando i due giovani tornano a casa, o meglio, la bella ragazza torna a casa da qualcuno che la aspetta e il povero fidanzato stagionale, la storia estiva, resta li a guardare la tristezza degli ombrelloni chiusi e le spiagge deserte, che fino all’altro giorno riempivano il cuore di giochi, amore e allegria.

Non siamo al mare, ma il gririore del cielo è uguale ovunque lo guardi; magari mette meno tristezza perchè non viene a crearsi l’evidente ossimoro di una “spiaggia triste“, ma la tradizionale immagine di “una città della Pianura durante l’autunno“, dove il caldo ti scioglie e il freddo ti iberna dopo che la nebbia ti ha umidificatoa dovere.

La pioggia in sè è bella, ma solo se non devi affrontare spiacevoli cambiamenti, solo se non prendi la vita come una cosa negativa e il futuro non ti spaventa più di tanto. Questo clima di vita/non vita è raggelante: tutti i bei pensieri e ricordi di una estate non lontana temporalmente, ma infinitamente distante anni luce per il cuore, ti devono servire e bastare per un autunno, un inverno e una primavera, come se fossero una calda coperta o un maglioncino leggero nell’attesa che l’apogeo termini e ritorni finalmente il perigeo.

Le cose cambiano, certo, e sta solo a noi saperle affrontare con il coraggio e la determinazione di qualcuno che vuole fare della propria vita qualcosa di suo, e non di “predestinato“.
Solo che adesso non ne ho voglia, adesso non me la sento, la pioggia si posa su di me e mi appesantisce l’anima e ottenebra la mente.

Prima o poi tornerà il sereno.
Ma adesso voglio lasciarmi trasportare dagli eventi ed essere spettatore passivo della mia vita.

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